Esplosione sulla Salaria, l’ipotesi di un errore umano

RIETI – A rischiarare la strada buia sono solo i lampeggianti delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. L’esplosione è passata ma per chi l’ha vissuta, e l’ha potuta poi raccontare, «È stato come finire dentro ad un inferno». Sull’asfalto restano le carcasse di alcuni veicoli divorati dalle fiamme. Sono da poco trascorse le 14.30 quando sulla via Salaria al km 39, la statale che collega la città di Rieti alla Capitale, un’autocisterna di gpl prende fuoco nel parcheggio del distributore di benzina Ip.

«Sembrerebbe che le fiamme del mezzo spiega il Questore di Rieti, Antonio Mannoni siano passate al distributore che è esploso ed ha provocato una forte onda d’urto che ha travolto tutte le persone che erano sul posto». Il bilancio delle vittime, tra morti e feriti, è drammatico: a perdere la vita sono due uomini, un vigile del fuoco, Stefano Colasanti, 50 anni, e un’altra persona il cui corpo è stato trovato a diversi metri dal distributore sotto ad una macchina carbonizzata e a cui il Nucleo investigativo del comando dei carabinieri di Rieti sta cercando di dare un nome. Per farlo, sarà necessario l’esame del Dna. L’esplosione, che alla fine provocherà altri 22 feriti 17 trasportati negli ospedali di Rieti e Roma dai mezzi di soccorso e 5 accompagnati da parenti e amici nei vari presidi sanitari , avviene nella frazione di pochi istanti.

L’autista dell’autocisterna, un 45enne italiano, stava ultimando le operazioni di travaso del gpl dal mezzo al distributore quando percepisce la fuoriuscita di gas da cui partirà poi l’incendio. Sul posto arrivano i vigili del fuoco del comando di Montelibretti e Poggio Mirteto e in loro soccorso ma per puro caso anche il vigile Colasanti che era partito da Rieti per portare a revisionare un camion a Monterotondo. Vede le fiamme, decide di fermarsi per dare aiuto ma in un attimo l’esplosione li travolge tutti. Due suoi colleghi vengono trasportati d’urgenza all’ospedale reatino San Camillo De Lellis mentre gli altri cinque al Sant’Eugenio così come la maggior parte degli altri feriti che hanno tutti ustioni tra il 35 e il 50% del corpo. Ci sarebbe anche un disperso, Andrea, che viaggiava sulla Salaria a bordo di un Opel corsa e di cui la famiglia non ha più notizie dall’esplosione.

Intanto, proseguono le indagini. «La dinamica è in fase di ricostruzione, qualcosa è andato storto nel riempimento del serbatoio fisso dall’autocisterna spiega Fabio Dattilo, capo dei vigili del fuoco Dall’incendio si è poi verificata l’esplosione che ha spostato l’autocisterna». Sulle cause, però, bisognerà attendere gli esiti delle perizie che già oggi saranno compiute dai consulenti tecnici dei vigili del fuoco e della Procura di Rieti che ha aperto un fascicolo sequestrando l’area del distributore. Nei prossimi giorni potrebbero essere indagati l’autista del mezzo e/o il titolare dell’impianto di rifornimento per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. Dirimenti saranno gli esiti delle verifiche, mentre oggi la Salaria, da Borgo Quinzio a Passo Corese, resterà chiusa.

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