Regione Lazio, ecco i contratti “capestro” prospettati ai lavoratori Cup e Recup

La cooperativa Mimosa li pagherà 500 euro netti al mese e potrà spedirli come pacchi postali in qualsiasi località di lavoro

ROMA – Continua la telenovela dei lavoratori Cup e Recup della Regione Lazio che, dopo la vincita della nuova gara d’appalto da oltre 70 milioni di euro da parte delle aziende SDS e GPI si sono visti recapitare contratti da fame e con la possibilità, da parte dell’azienda, di trasferirli ovunque in Italia alle stesse condizioni.

Scioperi, tavoli di concertazione, incontri che gli oltre duemila lavoratori impiegati nelle aziende ospedaliere della Regione Lazio stanno sostenendo e portando avanti con fermezza per non dover apporre la loro firma sotto contratti “da fame” e inaccettabili dal punto di vista umano.

Contratti di una cooperativa assai discussa (basta una semplice ricerca su Google per conoscerne i precedenti – leggi -), che prevedono un demansionamento, la decurtazione delle ore di lavoro e il taglio di oltre duecento euro sulle già misere buste paga che arriverebbero ad oggi a circa 500 euro netti in busta per 14 mensilità.

Finora CUP e ReCUP erano gestiti dalla NTA srl ma, essendo scaduti i termini previsti dall’affidamento, è stata fatta una gara d’appalto che prevedeva, incredibilmente, la possibilità per i concorrenti di avvalersi, per vincere, dell’offerta con il massimo ribasso.

La società vincitrice ha inviato una lettera ai lavoratori e gli sta proponendo un nuovo contratto di lavoro che, come potete leggere voi stessi, è nettamente penalizzante rispetto al passato.

Va tenuto conto che, per quanto riguarda i lavoratori di Viterbo, è stato proposto un declassamento che farebbe precipitare i lavoratori, dall’attuale contratto nazionale del commercio di quarto livello, ad un contratto nazionale di lavoro multiservizi e servizi integrati di terzo livello. Come se non bastasse : “L’azienda avrà la facoltà in qualsiasi momento e per esigenze organizzative e professionali, di trasferirLa ad altra sede di lavoro anche di azienda collegata e/o controllata”e considerando che stiamo parlando di un appalto regionale il povero lavoratore viterbese potrebbe anche essere sbattuto a Frosinone se non in giro per l’Italia.

contratto minosa

Una mail inviata da GPI ai lavoratori recita:

Ieri, 13 dicembre, la Cooperativa Capodarco insieme ad NTA hanno ritirato il ricorso con cui chiedevano la sospensiva dei contratti CUP sottoscritti dal nostro RTI, (Raggruppamento temporaneo d’impresa) con GPI SpA mandataria, a seguito dell’aggiudicazione della nuova gara Cup. Preso atto di questa decisione, il subentro nei servizi avverrà in tempi rapidi per dare certezze al Personale e stabilità al Servizio.

Cosa che il presidente di NTA ha assolutamente smentito.

 

Il livello prospettato loro continua è quello di lavoro multiservizi e servizi integrati di terzo livello. il terzo, contro l’attuale contratto nazionale, uscente che prevede il quarto livello,per le mansioni svolte da questi lavoratori.

Denuncia del movimento cinque stelle a Corte dei Conti, all’ANAC e all’Ispettorato del Lavoro( al tavolo non si è presentato nessuno di Sds e gpi ) alla presenza di Asl , Cgil, Cisl, Uil e Cobas hanno comunque formalizzato il verbale con allegato il contratto Nta dell’azienda uscente che ribadisce il livello di inquadramento professionale e salariale.

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