Civitavecchia Porto – Di Majo diserta l’assemblea della PAS da lui convocata. Ha preferito “sciare” che pensare ad 80 famiglie

Ennesima pagliacciata dello “sciatore butterato”. L’ira dei dipendenti pronti ad una mobilitazione e sciopero per le festività natalizie

CIVITAVECCHIA – Ieri sera, il direttore tecnico nonché amministratore unico in prestito della PAS, Vincenzo Conte, per qualche minuto avrà pensato di essere finito nel mirino della trasmissione “Scherzi a Parte“.

Tutti negli uffici della Port Authority Security puntuali alle 17.30 di ieri, che ricordiamo, era domenica. Si doveva svolgere l’assemblea straordinaria convocata dal socio unico, Francesco Maria Di Majo (per conto dell’Autorità di Sistema Portuale), per votare una variazione di bilancio di circa un milione di euro, per far fronte ai debiti accumulati dalla società in house e pagare oggi le tasse di fine anno.

Ebbene, lui, il socio unico non si è presentato. Forse non ha fatto in tempo a rientrare dalla tradizionale sciata domenicale o, più semplicemente, se n’è fregato e lasciato la palla nelle mani di Vincenzo Conte.

Quest’ultimo, oggi, dovrà uscire allo scoperto. O fa parte della trama distruttiva messa in atto dal presidente Di Majo ormai da mesi, o ne prende le distanze ed inizia a raccontare ufficialmente quella versione che tutti conoscono. Da come è stato assunto fino ad oggi.

Il 2018 sarà ricordato per i contenziosi, gli scioperi, gli sprechi in consulenze affidata a casaccio pur di non utilizzare il personale interno all’Authority.

L’ultimo esempio eclatante i 4mila euro al mese che l’ente pagherà per 5 mesi per avere il supporto di Marcello Biondi alla comunicazione. Ricordiamo il mobbing in corso con vittima Massimiliano Grasso, Fontanella poco utilizzato perché amico di Grasso e con l’amanuense Giuliana Satta che non sa distinguere un comunicato farlocco (che non avrebbe dovuto trasmettere) da uno vero.

E ancora…

Port Utilities è l’ultima delle vertenze aperte. Ne rammentiamo qualcuna così tanto per memorandum ai commissari in arrivo a Molo Vespucci. Detto di Port Utilities passiamo a Port Mobility. Senza entrare nel dettaglio delle vertenze, lo faremo ogni giorno fino a Natale, sappiamo della nuova denuncia penale presentata da CFFT.

Di quella che sta predisponendo RTC. Eppoi il traffico auto sparito. La consulente per le buste paga. Di un geometra con la batteria del telefonino sempre al 3% divenuto responsabile dell’ufficio gare. Del dirigente Pavone famoso più per le sue bevute che per i suoi atti amministrativi. Oppure dei suoi uomini che hanno messo bocca in aste fallimentari. Insomma un presidente che ha preferito partecipare ad inutili convegni e che a quelli importanti davvero, come il Sea Trade di Miami, non si è fatto vedere.

Se il ministro Toninelli non provvederà a cacciare immediatamente dal suo posto un provato incapace come Francesco Maria Di Majo, sarà corresponsabile del disastro che oggi porta la firma del solo Partito Democratico; che lo ha voluto, lo ha sostenuto e sostiene tutt’oggi anche a fronte di palesi incapacità manageriali.

Un uomo, Francesco Maria Di Majo, arrivato a Civitavecchia perché sponsorizzato dal padre e da altri personaggi che sono arrivati addirittura a falsificare documenti per eliminare il suo predecessore.

Questo è Di Majo. Sarà pure bravo con gli sci, ci mancherebbe. Avrà pure un bel tono di voce quando si cimenta in canzoni sudtirolesi.

Saprà anche camminare con gli zoccoli di legno di fantozziana memoria. Di mare, di porti, di navi, di marinai, non ne capisce assolutamente niente.

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