Civitavecchia Porto – Arrivano gli ispettori a Molo Vespucci: “Cacciate il mercante (e suoi amici) dal Tempio”

Conto alla rovescia prima dell’allontanamento del peggior presidente della storia, Francesco Maria Di Majo. Tutti i disastri dello “sciatore”, dal complotto contro Monti al tentativo di distruzione di società come Port Utilities, Port Mobility, PAS, al traffico merci e al tentativo di annientare CFFT e RTC

CIVITAVECCHIA – Finalmente è arrivato il turno degli ispettori. Non farà in tempo il sempre più precario presidente dell’autorità di sistema portuale del mar tirreno centro settentrionale, Francesco Maria Di Majo, a portare a termine l’ultimo passaggio della sua ingloriosa, quanto disastrosa, gestione di Molo Vespucci.

Parliamo dell’avvicendamento della segretaria generale Roberta Macii (tra l’altro complice di molteplici disastri) con l’uomo dei grandi affari, cioè Jacopo Signorile (oggi senior advisor di KPMG Advisory) vice presidente della Taranto Logistica SpA e soprattutto figlio di Claudio, noto esponente del partito socialista che, nel finire della sua carriera politica, fu tra i padri fondatori del Partito Democratico.

Come si è arrivati all’ispezione dell’operato di Francesco Maria Di Majo lo abbiamo raccontato, nel dettaglio, nel corso di questo ultimo anno e mezzo e cioè da quando abbiamo scoperto del complotto messo in atto per cacciare Pasqualino Monti ad oggi.

Quello che è riuscito a combinare questo personaggio, uscito dal controllo anche del padre che lo sta spingendo a dimettersi tutti i giorni (così dicono negli ambienti politici), rimane impossibile pensare possa averlo fatto in soli due anni. Da quando ha messo piede a Molo Vespucci si è concentrato non sul futuro del porto e la sua espansione ma bensì ad annientare qualsiasi cosa fosse stata fatta dai suoi predecessori.

Le coperture politiche lo hanno aiutato fino ad oggi ma ormai neanche loro possono più nulla. Uno dei fatti più gravi messi a tacere (oltre a significative azioni giudiziarie che lo riguardavano) l’interrogazione del senatore Quagliarello che, per primo, aveva messo in discussione la veridicità del suo curriculum. Artatamente artefatto per poter ottenere una nomina altrimenti illegittima.

Tre gli ispettori da oggi al lavoro in modo unisono, un ufficiale della Guardia di Finanza proveniente dal Comando Generale e richiesto dal direttore generale del dipartimento del Ministero dei Trasporti Colella, un funzionario contabile per la Corte dei Conti e un dirigente del dipartimento della navigazione del MIT. 

Il loro compito è verificare se quanto denunciato con le nostre inchieste giornalistiche, sostenute (con ritardo ma alla fine ci hanno seguito) sempre con maggior convinzione da imprese, imprenditori e tutta la politica cittadina hanno un tangibile riscontro.

Non sarà difficile trovare prove ai suoi disastri manageriali, tra l’altro compiuti su tutti i fronti.

Minosse, Enel, RTC, Cfft, Chiquita, PAS, Automotive, spoil system, affidamenti sotto soglia, spese inutili per altrettante inutili comparsate in giro per l’Italia e l’Europa; la mancata presenza al Sea Trade a Miami, il tentativo di distruggere Port Utilities e Port Mobility. Largo della Pace, bandi promulgati e poi ritirati. La nomina del geometra Pintavalle (detto 3% low battery) quale responsabile dell’ufficio gare e che oggi sta firmando atti che, definirli scellerati, è veramente poca cosa (anche se tutti sanno il perché di quelle lettere). Insomma ce n’è per lucidare scarpe destre e sinistre.

Non dovrebbero impiegare molto, quindi, gli ispettori a riscontrare anomalie su atti già formalizzati ed altri in corso di formalizzazione. Basterà guardare, come libro mastro dei disastri, l’ultimo atto fatto con la Port Authority Security per “sistemare” il bilancio del 2018.

Ecco, non rimane che aspettare ormai qualche settimana per far svegliare Civitavecchia da questo brutto sogno e augurare, a chiunque sostituirà questo emerito incapace, di poter riuscire a sanare una situazione davvero catastrofica sotto tutti i punti di vista.

Chiunque arriverà non potrà non tenere conto anche dei dirigenti e impiegati che, per ambizioni personali (ed economiche) si sono resi complici di tutte le azioni messe in atto senza provare mai a contraddirlo o contrastarlo.

Domani arriva il Ministro Costa a Civitavecchia e si parlerà anche di ecologia portuale, siamo convinti, anzi certi, che Francesco Maria Di Majo non sarà presente a quella che potrebbe essere la sua ultima uscita pubblica da presidente di autorità di sistema portuale.

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