Civitavecchia Porto – Inizia l’ispezione ma anche il toto-commissario per sostituire Di Majo il distruttore (ecco la composizione della commissione)

L’ufficio stampa del Ministero conferma. In corso le ispezioni sui porti attenzionati per inefficienza e incapacità manageriali (nel mirino anche Ravenna e Taranto)

CIVITAVECCHIA – L’ispezione è iniziata. Non sappiamo di preciso quanto durerà (dal MIT dicono almeno sei mesi). Certo è che se gli ispettori metteranno mano in alcuni fascicoli la decisione di commissariare l’ente potrebbe avvenire davvero in tempi rapidissimi. Che l’attuale presidente, Francesco Maria Di Majo, sia decretato ufficialmente e totalmente incapace a ricoprire il ruolo affidatogli dal ministro Delrio è sotto gli occhi di tutti.

Inutile ripete e ripeterci sui disastri compiuti e su quelli che sta cercando di portare a compimento nonostante sia inconsapevole di quello che gli spetterà da qui a breve.

Non ha fatto i conti, scusandoci fin d’ora per il gioco di parole, con la Corte dei Conti. Quest’ultima farà man bassa delle proprietà accumulate dal padre per porre rimedio a tante decisione scellerate che portano la sua firma. Non gli basterà il neo avvocato Mereu a difenderlo ma dovrà virare, se il M5S glielo consentirà, sul celebre “tarrista” Gruner.

Forse pensava di saper usare lì’inchiostro delle biro con la stessa maestria con la quale passava e passa la sciolina sugli sci ma, purtroppo per lui, non è andata così.

L’ultima sciocchezza, che pagherà caro e di tasca sua (o del papi) riguarda la PAS; ma di questo lasciamo che se ne occupino gli ispettori.

Questa mattina ci siamo rivolti all’ufficio stampa del MIT per sapere dove fossero e che cosa facessero gli ispettori annunciati, come i Re Magi, all’inizio del dicembre scorso.

Ebbene sono al lavoro. Hanno già acquisito una parte documentale importante negli uffici di corrispondenza del dirigente Colella (che ha una cartella piena zeppa di perle compiute da Di Majo e i suo fedelissimi ed altrettanto incapaci collaboratori).

 Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato ispezioni a campione (si fa per dire) con verifiche sulla gestione delle Autorità di Sistema portuale di Civitavecchia, Ravenna e Taranto.

Su indicazione del ministro Danilo Toninelli, la Direzione generale del Mit per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali e il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne ha portato a compimento tutte le procedure di nomina di una commissione ispettiva ad hoc composta dal direttore generale della Ram Spa Francesco Benevolo, in qualità di presidente, dal dirigente del Mit Eugenio Minici e dal Capitano di vascello Sandro Gallinelli, in servizio presso il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto.

La commissione è stata incaricata di effettuare ispezioni sull’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale di Civitavecchia, sull’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico Centro-Settentrionale di Ravenna e sull’Autorità di Sistema portuale del Mare Ionio di Taranto.

L’attività di ispezione, attualmente in corso e che avrà una durata massima di sei mesi, punta in particolare a verificare la gestione dei rispettivi porti delle tre Autorità, con riguardo anche ai profili economico-finanziari, legale-amministrativi e tecnici.

Gli occhi sono puntati ovviamente su Civitavecchia dove i cannoni ad alzo zero di Lega, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno cominciato a cannoneggiare da settimane (il PD tace perché purtroppo è una loro infausta scelta).

Su Civitavecchia ce n’è per tutti i gusti. Dalla straordinaria, quanto inutile mostra, con tanto di riproduzione di nave romana su Traiano alle vertenze aperte con CFFT, Port Utilities, Port Mobility e così via discorrendo.

Nei corridoi dell’Autorità Portuale non si parla d’altro. Tutti la pensano allo stesso modo. E’ una brava persona, educata, ben vestita, parla l’austriaco e il sudtirolese alla perfezione ma di economia del mare non ci capisce assolutamente niente.

Girano battute di ogni genere sullo “sciatore butterato” che fino a qualche giorno fa non conosceva la differenza tra una bettolina e una betoniera.

Forse oggi conosce la differenza ma non è pienamente convinto, ne siamo certi.

Già perché altrimenti prenderebbe sul serio l’ispezione in corso e non si farebbe gioco degli ispettori pensando che, anche questa volta, sarà il suo “papi” a risolvere i problemi della sua esistenza.

C’hanno provato in tutti i modi a sistemarlo, questo bambino viziato, ma non ci sono riusciti. Hanno fallito. Così come ha fallito chi gli ha fatto credere di essere onnipotente e amato anche da qualche collaboratrice per la quale ha perso, vanamente, la testa (rose rosse per teeeee, ho comprato da Malu l’indianooooo).

Forse tra uno slalom speciale e un parallelo deve aver sbattuto la testa tanto da non capire che il porto di Civitavecchia non è un cancelletto di partenza e nemmeno un traguardo d’arrivo.

Molo Vespucci aveva riposto in lui tante speranze. Tutte svanite dalle prime settimane successive al suo insediamento. I danni compiuti da questo personaggio al porto di Civitavecchia sono così tanti e stratificati che per poterli riportare alla normalità serviranno almeno dieci anni.

Intanto impazza il toto commissario. Chi sarà? L’uomo delle Fiamme Gialle o quello delle Capitanerie di Porto? A saperlo…

 

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