Comune di Terni e centri giovanili: «crociata propagandistica»

Il Partito Comunista di Terni interviene sulla questione del nuovo bando, predisposto dal Comune di Terni, per individuare le associazioni che potranno usufruire, per le loro attività, di immobili e contributi pubblici

TERNI – Riceviamo e pubblichiamo la nota del Partito Comunista – Siamo di fronte ad una nuova crociata propagandistica. Questa è la conclusione della nostra analisi sulla questione “centri giovanili” che tanto sta occupando Palazzo Spada in questi giorni.

 

Un’iniziativa, quella del comune, che si basa su quattro cardini di propaganda, nel merito uno meno valido dell’altro: sicurezza pubblica, mancanza di fondi comunali, mancanza di agibilità delle strutture, rinnovo delle concessioni tramite bando di concorso.

 

Partiamo dal presupposto logico che se si tolgono spazi, legami sociali e attività di aggregazione nei quartieri non si sta creando sicurezza ma la si sta distruggendo. Da anni le realtà in questione tolgono i giovani dalle strade coinvolgendoli in progetti positivi: vogliamo davvero combattere vandalismo e criminalità cancellando le alternative positive ai ragazzi delle periferie? L’Ass. Proietti si avvale del sempiterno tema del dissesto per giustificare chiusure e rimesse al bando, asserendo che dal 2013 al 2017 questi centri sarebbero costati al comune di Terni circa 300.000 euro. Prendiamola per buona, ma questo come si concilia con il fatto che la giunta Latini costi 219.000 euro all’anno in più della precedente? Vogliamo risparmiare 75.000 euro di media all’anno ma non ci vergogniamo a raddoppiare i costi della giunta?

 

Se questi luoghi tanto incriminati funzionano non è certo per quei quattro soldi comunali, ma per le straordinarie persone che li animano rivalorizzando edifici pubblici che erano, prima del loro intervento, veri e propri ruderi. L’amministrazione punta il dito sull’agibilità delle strutture, ma lo fa da un edificio, Palazzo Spada, dove letteralmente ci piove dentro. Quanti altri edifici pubblici peccano di agibilità? Li chiudiamo tutti o cerchiamo di rimetterli a norma, magari risparmiando sulle spese della giunta?

 

Diamo infine uno sguardo al bando in questione, dove l’esperienza delle associazioni nell’ultimo triennio (ossia quanto siano radicate nel contesto sociale) è valutata solo 5/100, mentre la somma dei punti in cui la commissione ha libera valutazione è di 54/100.

Troviamo oltremodo vergognoso e pericoloso per la nostra comunità cittadina il quadro d’abbandono, incompetenza ed ignoranza che si sta delineando. Esortiamo queste realtà prese di mira ad unirsi e chiamare in piazza quei ragazzi e quelle famiglie che tanto devono alle loro azioni. Se ciò non dovesse accadere potrebbe essere veramente la fine di queste realtà sociali; se i giovani ed i loro centri si uniranno in piazza noi saremo lì con loro.

 

Partito Comunista – Terni

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