Montalto di Castro – Inchiesta Fondazione Vulci e Mastarna, indagati a vario titolo il sindaco, il presidente uscente Messina e il direttore Fiordomi

A Sergio Caci viene contestato l’omesso controllo dell’operato del presidente e del direttore dopo l’esposto presentato da Eleonora Sacconi, Quinto Mazzoni e Massimo Morelli

MONTALTO DI CASTRO – La Guardia di Finanza di Tarquinia, questa mattina, ha diffuso un comunicato stampa su un’operazione eseguita, a seguito di una serie di esposti presentato da Eleonora Sacconi, Quinto Mazzoni e Massimo Morelli (i primi due consiglieri d’opposizione, il terzo esponente di un movimento civico) sulla gestione della società Mastarna prima e Fondazione Vulci poi.

Gli esposti erano stati presentati dall’opposizione a seguito di un accesso agli atti e alla conseguenziale contestazione di fatture relative a pranzi, premi per manifestazioni sportive, benzina per un’auto del parco e le spese sostenute per il funerale di un dipendente.

Al presidente uscente della Fondazione Vulci è contestata la somma di 36mila euro, al direttore Alessandro Fiordomi la somma di 55mila euro e al sindaco Sergio Caci, per non aver vigilato sulla gestione prima della società Mastarna e successivamente sulla Fondazione Vulci, la sommatoria delle due contestazioni e cioè 91mila euro (36+55).

Si parla di pranzi di rappresentanza, acquisto di targhe e coppe, anche per i Comuni aderenti alle società come ad esempio Cellere.

Insomma una serie di spese che per la Guardia di Finanza non andavano fatte dai due soggetti in questione e cioè Mastarna e Fondazione Vulci.

La cosa che colpisce di questa indagine è il coinvolgimento del sindaco Sergio Caci e non degli altri due sindaci che partecipano alla Fondazione, come ad esempio Cellere e Canino.

Forse perché Montalto di Castro è il Comune capofila e con il numero maggiore di quote?

“Le indagini, eseguite con le tradizionali tecniche investigative, ovvero mediante l’audizione di numerose persone informate sui fatti e l’esame di migliaia di documenti acquisiti al procedimento, hanno permesso di accertare che i tre indagati a far data dall’anno 2012, si sarebbero appropriati di somme di denaro dell’ente utilizzandole per propri fini personali”.

“In particolare – si legge nella nota della finanza – è stato riscontrato che i fondi dell’ente sono stati utilizzati per acquistare olio extravergine di oliva, spese funebri, alberghi, numerosissimi pranzi e cene cui partecipavano anche esponenti del comune di Montalto con addebito dei conti sulla Fondazione Vulci o sulla Mastarna. Per tali motivi i responsabili dell’ente locale e delle entità giuridiche partecipate dovranno ora rispondere del delitto di peculato di cui all’art. 314 del codice penale, che prevede la reclusione da tre a dieci anni di carcere”.

Ora, per carità, tutto è possibile ma, la questione delle spese per un funerale ci ha davvero incuriosito.

Tempo fa venne a mancare uno storico dipendente della Mastarna prima e Fondazione Vulci poi. Nelle rituali telefonate di condoglianze, la moglie del defunto si sfogò con il presidente Carmelo Messina, lamentando il forte stato di indigenza in cui viveva la famiglia e la difficoltà nel pagare addirittura le spese del funerale.

Carmelo Messina che si era insediato da poco alla presidenza della Fondazione Vulci ritenne quasi un atto dovuto aiutare la famiglia sostenendo le spese e partecipando al lutto con tutti i dipendenti.

“Sì è vero, in quel momento ritenni doveroso aiutare quella famiglia. Se ho sbagliato e questo mi si contesta, non ho problemi a rifondere le casse della Fondazione. Tante spese contestate non saprei neanche ricostruirle ma di una cosa sono certo, che tutti i i pranzi, cene e quant’altro sono sempre state finalizzate ad un evento pubblico e mai carbonaro. Ho messo a disposizione sin da subito la somma che mi è stata contestata e mi dispiace che il sindaco Sergio Caci debba trovarsi indirettamente coinvolto in questa vicenda e debba rispondere sia della cifra che mi si contesta che di quella che contestano al mio direttore Alessandro Fiordomi. Mi sono messo subito a disposizione degli inquirenti e se verranno dimostrate spese che non avrei dovuto sostenere non avrò alcun problema nel risarcire l’ente. In tutta la mia esistenza, e sono anziano, non avevo mai ricevuto un solo avviso di garanzia”.

Di tutt’altro avviso sono gli esponenti del Partito Democratico che siedono sui banchi dell’opposizione e che annunciano battaglia già dal prossimo consiglio comunale. 

“Vogliamo vederci chiaro e devono venire in consiglio a spiegare questa vicenda – dichiara Eleonora Sacconi – Certo è che non ci fermeremo qui. Anche sulla riconversione della Centrale Enel vogliamo vederci chiaro”.

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