Civitavecchia Porto – Di Majo torna in montagna e lascia il geometra 3% a far danni a Molo Vespucci

La pressioni e lo stress causato dagli ispettori lo hanno spinto a tornare in Austria ad indossare le sue amatissime, attillatissime e coloratissime tutine che lo hanno reso famoso e conosciuto come “lo sciatore butterato”

CIVITAVECCHIA – In Sardegna si vota, nel resto d’Italia si lavora in modo incessante. I più concentrati sono i presidenti delle autorità di sistema portuale italiani. Tutti tranne uno. Non è facile sbagliare il nome, del resto è l’unico che in un anno si concede il lusso di passare più tempo sugli sci che dietro la scrivania del proprio ufficio.

Parliamo di Francesco Maria Di Majo che, sembra essere ormai rassegnato al fatto di vedere naufragare il suo incarico subito dopo le elezioni europee. Sarà cacciato, su questo ci sono pochi dubbi. Danni ne ha fatti tanti ma non sembra essere ancora sazio. Già, perché sta dando carta bianca al geometra esperto di cavalli maremmani, Emilio Pintavalle, famoso per la sua carica di energia sempre fissa sul 3% (del telefono ovviamente), che imperversa dentro gli uffici come il maestrale sugli scogli. 

Ebbene il “geometra cavallaro” da tempo ormai è stato battezzato con un nuovo soprannome: “spicciafaccende“.

Sì, si sta occupando di cose delle quali capisce poco, anzi niente (il titolo di studio gioca la sua tragica parte purtroppo) oppure, secondo altri, ne capisce così tanto da lasciare interdetti coloro che lavorano all’interno del sedime portuale.

L’incarico più importante di “spicciafaccende” è legato alle gare d’appalto, agli affidamenti (quando non riguardano la moglie o le sue vecchie società ovviamente) e soprattutto ai suoi continui tentativi di aggiustare quanto prima il “colpo” Largo della Pace.

Attenti a sti due

Forse gli ispettori, distratti dalla grande cortesia e accoglienza riservata dallo “sciatore butterato” e dal grande consigliori Pavone, in questi giorni arrabbiatissimo per i risultati nefasti ottenuti dai suoi compagni comunisti di partito, non hanno ancora ben individuato le metastasi nocive sulle quali intervenire con chirurgica urgenza e rimuoverle prima che sia troppo tardi.

Da Molo Vespucci continuano ad uscire comunicati senza senso. Elogi a traffici merci inesistenti. Firme di accordi senza futuro come quella scenografica fatta con un altro fenomeno ormai alla frutta da immemore tempo e cioè Massimo Pallottini.

Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del Car di Guidonia famoso più per le tessere di partito che porta dentro il portafogli che per le sue qualità manageriali. Anzi, è famoso anche per il modo di vestire. Abiti gessati che farebbero impallidire Al Pacino dei tempi migliori.

Nei giorni scorsi si sono resi protagonisti di uno spot di quelli da segnalare all’Antitrust per pubblicità ingannevole.

L’operazione, racconta lo spot, rientra nel piano strategico tra lo scalo laziale e il centro agroalimentare romano di Guidonia che lo scorso maggio avevano siglato un protocollo d’intesa per incrementare i volumi di ortofrutta in transito al porto di Civitavecchia verso il Car, in modo da consentire ai volumi in transito al centro agroalimentare di Roma di passare anche dallo scalo laziale con nuove prospettive per gli operatori sia del Mercato che del porto.

Da Guidonia Montecelio a Civitavecchia sono dunque attesi migliaia e migliaia di TIR carichi non di banane (quelle già gli sono andate di traverso) ma di arance “tarocche”, mandarini, cavoli, cetrioli, carote, melanzane e tanta ma tanta erbetta di campagna.

Tanto di quella erbetta di campagna che potrebbe essere oggetto anche di nuove attività lavorative per la dogana, della guardia di finanza, dei carabinieri e polizia.

L’abitudine di trasportare altro, insieme alla frutta, non è una novità assoluta. Una decina di giorni fa, ad esempio, un camion carico di patate proveniente da un paese estero, era in compagnia di 43 chilogrammi di cocaina purissima.

Per carità, lungi da noi pensare male, ma l’aumento di certi traffici e sempre sospetto visto che più del CAR di Guidonia ci sarebbe il comodo e rifornitissimo MOF di Fondi a due passi da Gaeta.

Dunque, la superficialità del presidente Di Majo, l’incompetenza di Pintavalle e Pavone, fanno sì che il porto di Civitavecchia sia sempre più in mano ai predoni che alle persone perbene.

Del resto sulla Royalton nessuno ancora ha dato delle risposte a cominciare dall’avvocata e curatrice fallimentare De Rosa. Chissà perché… chissà!

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