Civitavecchia Porto – Comitato di gestione boccia il POA della PAS e “straccia” la relazione del “maniscalco” Pintavalle su Port Mobility

Tempo fino al 18 aprile per sistemare quella incongruenza di 400mila euro sul bilancio dei vigilantes e dopo l’audizione di Azzopardi il presidente Di Majo scappa alla volta di Barcellona

CIVITAVECCHIA – Il risultato del comitato di gestione che si è svolto l’altro giorno a Molo Vespucci è stato davvero esilarante. Soprattutto alla luce del comunicato stampa diramato nella tarda serata di ieri dove, con un maldestro tentativo, hanno cercato, per l’ennesima volta, di mistificare la verità.

Che il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, Francesco Maria Di Majo, sia totalmente incapace in questo mestiere, non fa più notizia. Giova però per tutti, ad iniziare dal vice ministro ai trasporti con delega ai porti, che oggi  pomeriggio sarà a Tarquinia, conoscere il livello di mediocrità del presidente e dei collaboratori che lo hanno supportato nell’ennesima figura che il buon Emilio Fede, nel fuori onda, sintetizza alla perfezione: “di merda“.

Cominciamo con il POA (piano organizzativo annuale). Non era in discussione il 2020 ma ancora quello pendente del 2018. Il comitato di gestione, su invito dei revisori dei conti ha, per l’ennesima volta, bocciato l’approvazione. C’è sempre quell’appendice di 400 mila euro fatturati (in modo anomalo) che non convince nessuno e che devono “sanare” in qualche modo. Se ne riparlerà il 18. Forse troveranno la soluzione, forse.

Poi in discussione c’era un altro punto molto importante a cui il presidente teneva molto, anzi moltissimo. La revoca della concessione a Port Mobility.

Prima dell’audizione del titolare di una delle più grandi società che operano all’interno del porto di Civitavecchia è stata letta la relazione con la quale Di Majo cercava di motivare tale decisione.

Una relazione così importante, avranno pensato tutti, sarà stata preparata da un giuslavorista coi fiocchi. Una firma di quelle che avrebbero messo in difficoltà anche un ministro poco letterato come Luigi Di Maio.

Macché. La relazione esplicativa dove c’erano contestazioni di vario genere era stata preparata e firmata dal geometra “cavallaro” Emilio Pintavalle.

Essendo geometra, appunto, ha scambiato norme di legge per diagonali, concessioni per superfici, contestazioni per piani rialzati. Uno scritto con talmente tante fesserie al suo interno che, difronte all’audizione del titolare di Port Mobility, il presidente Francesco Maria Di Majo si chiudeva in un silenzio tombale.

Silenzio da interpretare.

Capiva di cosa stesse parlando in quel momento Azzopardi? Pensava alle montagne verdi? Oppure alla famosa Streif (pista di discesa libera sita in quel di kitzbuhel) che ripercorreva mentalmente nei suoi ricordi mentre indossava le sue amate tutine attillate (predilige il fucsia maculato)? O pensava a quanto fosse stato poco furbo, per l’ennesima volta, ad affidare una cosa così importante al geometrucolo del porto, più esperto di cavalli maremmani e che vive in una villa così lussuosa da far invidia a Traiano?

Non sappiamo cosa passasse in quel momento dentro la testa del presidente (ammesso che qualcosa transitasse), certo è, che il comitato di gestione non ha avuto dubbi su cosa decidere. Ha rispedito al mittente tutte le farneticazioni raccontate dal geometra, novello giurista de noantriEmilio Pintavalle (che era così imbarazzato che ogni volta che sospirava sembrava nitrire come uno dei suoi cavalli preferiti).

Insomma una bocciatura su tutta la linea che diventa ancora più grave quando, ieri sera, dall’ufficio stampa dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale è uscito un comunicato fuorviante, dove si raccontavano cose distanti anni luce dalla verità. 

Peccato il presidente non potrà essere presente al convegno di Tarquinia dove ci sarà Rixi. Probabilmente poteva apprendere qualcosa di cui è totalmente all’oscuro sulle necessità del nostro territorio sul quale lui non conosce neanche un metro quadrato in più che non sia la stanza del suo ufficio.

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