Consiglieri morosi a processo, Comune non è parte civile. Orsini: “con gli amici si chiude un occhio”

TERNI – Il consigliere democratico ricorda che, al contrario, per il processo contro l’ex Sindaco Di Girolamo, e gli amministratori PD, il Sindaco Latini ha deciso di costituire il Comune parte civile. Oggi, venerdì 3 maggio, inizia il processo a carico di 9 amministratori del Comune di Terni – quasi tutti esponenti della maggioranza di centrodestra – per la vicenda delle situazioni di incompatibilità sussistenti al momento dell’accettazione dell’incarico

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere del Comune di Terni Valdimiro Orsini (PD)

 

Il mancato senso di giustizia e di equità di questa amministrazione comunale si evidenzia anche nella condotta delle costituzioni di parte civile: pronta a scagliarsi sul piano giudiziario contro i nemici politici mentre chiude un occhio nei confronti degli amici.

 

Nella costituzione di parte civile nei procedimenti giudiziari in corso assistiamo, a parità di condizioni, a trattamenti diametralmente opposti. La decisione di costituirsi o meno parte civile in processo penale nel quale la parte offesa è il Comune, spetta al Sindaco: lo dice l’art. 50 del Tuel e l’art. 44 dello Statuto comunale.

 

Ebbene il sindaco Latini ha deciso di far costituire il Comune parte civile nei confronti di alcuni amministratori della passata amministrazione che sono oggetto di procedimenti giudiziari.

 

Ha deciso invece di non costituirsi parte civile nei confronti di procedimenti penali che vedono inquisiti un suo assessore – quello al Personale – il Presidente del Consiglio Comunale e sette consiglieri comunali per la quasi totalità di maggioranza.

 

Perché questa disparità di trattamento? Perché pronto a scagliarsi contro la passata amministrazione e pronto a mostrarsi comprensivo nei confronti dei suoi sodali politici?

L’ho chiesto al sindaco in una interrogazione dello scorso febbraio e ora è arrivata la risposta che conferma che le motivazioni siano esclusivamente politiche. Il primo cittadino scrive che: “la costituzione di parte civile andrebbe ad incidere sulla posizione di un assessore legata a vincolo fiduciario e sul consiglio comunale organo di indirizzo e controllo politico amministrativo dell’Ente”.

 

In sostanza il sindaco scrive che non può costituirsi parte civile altrimenti dovrebbe far venire meno la fiducia – e quindi allontanare dalla giunta – l’assessore al Personale; mentre la motivazione per quanto riguarda il consiglio è fumosa al punto tale da essere impalpabile. Eppure il Comune è parte lesa sia nelle vicende che riguardano gli ex amministratori che in quelle che hanno a che fare con gli attuali amministratori.

Una palese disparità di trattamento, non guardando agli interessi dell’Ente che dovrebbero essere tutelati in ogni occasione e non in base ai rapporti di maggioranza o minoranza politica.

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