Civitavecchia – Il Consiglio di Stato conferma l’incapacità manageriale e politica di Cozzolino e Di Majo

Valido l’accordo. Respinte le eccezioni di Comune (che pretendeva 2milioni di euro) e dell’AdSP che voleva l’annullamento del contratto sottoscritto dall’allora presidente Monti. Una sconfitta, sonora, per entrambi

CIVITAVECCHIA – Il contratto Comune-AdSP è valido a patto e condizione che vengano pianificati gli interventi. Il maldestro tentativo del presidente di Molo Vespucci, Francesco Maria Di Majo, di sconfessare il suo predecessore Pasqualino Monti e l’altro tentativo dell’ex sindaco Antonio Cozzolino, di incassare somme non dovute, è naufragato con la lettura della sentenza del Consiglio di Stato.

A disporlo è stato con una sentenza del 19 agosto la quinta sezione dal Consiglio di Stato. L’organo superiore, rispondendo al ricorso presentato dall’Authority, di fatto ha ribaltato quanto stabilito dal Tar del Lazio che aveva invece disposto il pagamento della prima annualità dell’accordo. Per il Consiglio di Stato invece, pur nella validità del documento che poteva essere sottoscritto dall’allora presidente dell’ente portuale Pasqualino Monti anche in periodo di prorogatio del suo mandato, Molo Vespucci non è tenuta a pagare perché il Comune non avrebbe presentato come previsto, e condiviso gli interventi da realizzare con quelle somme.

Per la quinta sezione del CdS il pagamento infatti “era subordinato alla previa conoscenza, condivisione ed approvazione di un apposito programma di interventi da predisporsi da parte dell’Amministrazione Comunale di cui non vi è alcuna traccia negli atti di causa, né per l’anno 2015, né per l’anno 2016, così che non può in alcun modo ritenersi in capo all’Autorità Portuale l’obbligazione di corrispondere quelle somme”.

Non solo. Francesco Maria Di Majo, aveva tentato, in modo maldestro, di far annullare tutto il contratto ritenendo l’atto di Pasqualino Monti, fatto in regime di straordinarietà d’intervento e quindi sottoscritto illegittimamente.

Sconfessato anche su questo punto ma quasi tutta la sentenza è caratterizzata da sberle affibbiate sia all’attuale presidente che all’ex sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino.

Con questa sentenza, semmai ce ne fosse stato bisogno, è stata certificata l’incapacità manageriale, la totale mancanza di attuazione politica, la scarsa preparazione ed inadeguatezza a ricoprire i ruoli di Cozzolino e Di Majo. Il primo è stato cacciato dalla città con una sconfitta clamorosa alle ultime elezioni del Movimento 5 Stelle che ha visto prevalere la Lega con sindaco Ernesto Tedesco. Il secondo, assistito da un culo clamoroso. Tra una crisi di Governo e l’altra, probabilmente rischia di finire il suo mandato a danno della comunità e dei portuali che, sotto la sua guida, hanno cosciuto e stanno conoscendo il momento più buio della loro storia lavorativa ed economica.

 

In allegato la sentenza integrale:

 

Sentenza Porto_Comune

 

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