Tarquinia – Il Codacons trasgressore con tanto di prova si autodenuncia sui limiti di velocità della litoranea

Rienzi sbugiardato

Contestano la scarsa attenzione della Polizia Stradale, la velocità su quel tratto di strada (dove abita il presidente Rienzi) ma per scattare la foto da allegare al comunicato, commettono due gravi violazioni del codice della strada. Pensavo che il culmine l’avessero raggiunto con il “Comune di Vulci” e invece ci sbagliavamo…

TARQUINIA – Il presidente nazionale del Codacons, l’ avvocato Carlo Rienzi, è noto per le sue contestazioni a largo raggio, spesso strumentali e con evidenti fini propagandistici, che, anche stavolta, cade nella trappola da lui stesso tesa.

Con la pseudo firma di Codacons Lazio l’organizzazione a tutela dei consumatori, ha diramato oggi un comunicato stampa, dove anticipa un esposto alla Procura della Repubblica competente, cioè Civitavecchia, per l’abitudine degli automobilisti di percorrere troppo velocemente la litoranea che da Riva dei Tarquini congiunge Tarquinia e prosegue fino al famoso Bar Mosconi, cioè al bivio di Sant’Agostino (per chi è della zona).

Questa la nota del Codacons Lazio:

Il Codacons torna a denunciare i pericoli per la sicurezza stradale sulla strada provinciale di Marina Velca a Tarquinia e attacca duramente la completa mancanza di controlli sul tratto in questione. L’Associazione interviene con un esposto al procuratore della Repubblica di Civitavecchia e porta all’esame della magistratura le ripetute violazioni dei limiti di velocità che mettono a rischio tutti i giorni turisti e residenti.

Sulla provinciale TIR carichi di ortaggi, plotoni di biciclette, auto che tentano il sorpasso rischiando incidenti gravissimi, ripetute violazioni dei limiti di velocità (le auto sfrecciano anche a 120 km/h, in un tratto in cui dovrebbero procedere a 50 km/h): nonostante gli interventi del prefetto di Viterbo e la disponibilità della società autostradale a installare gratuitamente 3 autovelox, la polizia stradale rimane perpetuamente assente. Solo una volta, salvo errori, ha presidiato il tratto.

Sembra quasi che si aspetti una tragedia per intervenire: peccato che, in quel caso, sarebbero evidenti le responsabilità gravissime – a titolo di dolo – a carico di chi doveva intervenire e non l’ha fatto. La domanda, quindi, è pienamente legittima: perché non interviene la polizia stradale di Tarquinia?

Per carità, osservazioni legittime. Del resto quella strada serve molte zone agricole. Tanti campeggi e soprattutto tante ville, tra le quali, anche quella del buon presidente del Codacons Carlo Rienzi che, salvo errori, dovrebbe abitare su per giù all’altezza del Podere Giulio, in pieno centro della litoranea.

Per dare più valore alla sua tesi, qualcuno del Codacons o comandato da esso, ha immortalato con il proprio cellulare, il cartello del limite di 50km come velocità massima e la tabella elettronica che, attraverso i sensori, indica la velocità del mezzo che sta transitando.

Dunque, o Rienzi, o qualche suo adepto, o il responsabile del Codacons Lazio, violando le norma del codice della strada ha prima utilizzato il telefono per scattare una foto e, seconda violazione, non da meno, il tabellone elettronico che immortale la violazione del limite di velocità di ben 51 km/h. 

L’autore della foto, quindi, viaggiava a 101 chilometri orari quando ha “fermato” l’immagine.

Non c’è che dire come esempio. Tralasciamo poi la sterile polemica sul Comune di Vulci. Abbiamo cercato a lungo, sia la sede del Comune che il sindaco di Vulci ma, come ci ha risposto qualcuno, dovremmo rivolgerci a qualche museo etrusco.

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