Dopo la nomina del commissario dell’AdSP di Catania e Augusta, al MIT, scoppia il caso Errigo

Scrive Moizo su Ship2Shore De Micheli pronta a bloccare la nomina del commissario dell’AdSP di Catania e Augusta: “Non siamo stati informati sulla parentela col figlio” (direttore generale di ALIS). Sul tavolo anche il caso dell’AdSP dello Stretto

CATANIA – Sulle pagine di Ship2Shore, un sito telematico specializzato in notizie in ambito portuale e marittimo, il collega Andrea Moizo, ha scritto un articolo che riguarda la fresca nomina del civitavecchiese Emilio Errigo, ex ufficiale della Guardia di Finanza in quiescenza, nominato da pochi giorni commissario dell’AdSP di Catania e Augusta.

Attraverso il suo scritto, apprendiamo che: “A nemmeno 24 ore dalla nomina è già in discussione l’individuazione di Emilio Errigo, quale commissario straordinario del porto di Augusta e Catania, resa necessaria dall’interdizione dai pubblici uffici che ha colpito il presidente Andrea Annunziata.

Secondo quanto riferito dalla portavoce del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, solo attraverso le domande del cronista il Ministro avrebbe appreso della parentela di Emilio Errigo col figlio Antonio, vicedirettore generale di ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, la sigla fondata e presieduta da Guido Grimaldi. Il cui gruppo armatoriale è terminalista a Catania e fra i principali operatori dello scalo etneo.

“Non ci sono interessenze né incompatibilità fra l’attività mia e quella di Antonio. Mio figlio, che, come me, ha servito l’Italia, prestando servizio presso la rappresentanza italiana a Bruxelles, non si occupa di rapporti commerciali, ma di aspetti giuridiconormativi relativi all’ordinamento comunitario” ha spiegato Errigo, evidenziando come il MIT non abbia sollevato rilievi sul suo nome.

“Stiamo facendo gli accertamenti del caso. È chiaro però che un’incompatibilità di questo tipo potrebbe portare alle dimissioni o alla revoca. Sorprende il fatto che la parentela non sia stata comunicata dall’interessato, come invece la legge Severino prescriverebbe. Certo è che la nostra amministrazione ha scelto Errigo da una lista di tre nomi che era stata compilata dalla precedente amministrazione, nella convinzione che le verifiche sui possibili conflitti fossero state fatte accuratamente” ha precisato la portavoce di De Micheli.

Che ha promesso approfondimenti sulle ragioni per cui, sotto la gestione di Danilo Toninelli, il MIT avesse pronta la suddetta lista. Un vero mistero, per svariate ragioni. Le presidenze in corso non prevedono scadenze a breve termine. E la nomina di un presidente prevede l’intesa con la Regione, che va quindi ufficialmente informata: difficile credere che il MIT potesse aver chiesto e ottenuto un’intesa preliminare di tutte le Regioni sui nomi lista.

Inquietante, però, anche pensare che la lista fosse di possibili commissari: non è un mistero che diversi presidenti di AdSP siano oggetto di indagini giudiziarie (che a Livorno e Ravenna hanno ad esempio già portato all’interdizione dei rispettivi presidenti), ma perché preparare un elenco di ben 3 nomi ben prima di conoscere gli esiti delle stesse?

Da augurarsi che De Micheli faccia chiarezza. Sia internamente, nella Direzione guidata da Mauro Coletta, sia, se possibile, pubblicamente. L’occasione potrebbe venire già domani, quando De Micheli sarà audita dalla Commissione Trasporti della Camera. L’incontro teoricamente è di carattere generale (linee guida del dicastero), ma c’è da giurare che i deputati d’opposizione daranno battaglia in materia di porti. Quantomeno sull’AdSP dello Stretto.

Oggi i deputati hanno ascoltato Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria, che ha impugnato la legge istitutiva della 16sima Autorità di Sistema Portuale, contestando la scelta di Toninelli di inserire sotto la sua giurisdizione i porti calabresi di Reggio Calabria e Villa San Giovanni (la Consulta si pronuncerà il 28 gennaio). Domani, prima di De Micheli,  sarà la volta del governatore siciliano Nello Musumeci, a sua volta critico sui requisiti del candidato individuato da Toninelli, Mario Mega.
Una delle ultime decisioni prese da Toninelli, contestatissima oggi in Commissione dall’ex viceministro Edoardo Rixi. Il quale, precisato di esser stato scavalcato, quando era in carica, dalla volontà del Ministro anche di fronte all’obiezione della necessità di un raggiungimento dell’intesa con le regioni interessate sul nome di Mega, ha attaccato frontalmente De Micheli. Accusandola, oltre che della continuità con la linea del predecessore, di un ulteriore vulnus ai rapporti con i territori, dato che il Ministro ha pochi giorni fa respinto la richiesta di Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato-Regioni, di sospendere la controversa nomina di Mega.

A Bonaccini De Micheli ha replicato che il precedente Governo lo scorso 6 agosto aveva deciso di procedere con Mega “nell’ambito di una complessiva valutazione ed armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti”. Da cui la decisione di rigettare la richiesta di sospendere la procedura.

“Un pericoloso precedente” lo ha definito Rixi. Che domani incalzerà presumibilmente De Micheli anche col caso Errigo, a prescindere dal feeling fra ALIS e il segretario della Lega Matteo Salvini (svariate volte presente, da Ministro, agli eventi dell’associazione, come lo sarà del resto De Micheli fra meno di un mese).  

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