Viterbo – Aperto a settembre, il Centro d’ascolto accoglie quattro ragazzi a settimana Cecchetto: “Dall’anoressia all’alcolismo e per qualsiasi disagio sociale noi ci siamo”

Dai minorenni agli adulti “a colloquio” per risolvere problemi di disagio sociale  

Viterbo, 15 novembre 2019 – “Incontriamo circa quattro persone a settimana”, a parlare è Stefano Cecchetto, ex tossicodipendente, che oggi si è messo al servizio di chi, come lui, ha sviluppato dipendenze e cerca una mano tesa verso la liberazione. Stefano, segue le attività della Comunità Mondo Nuovo di Tarquinia, centro di riabilitazione per problematiche legate a tossicodipendenza, alcolismo, ludopatie e disagio sociale in genere, che ha 13 centri in Italia ed uno in Croazia. Oltre alla Comunità sono attivi anche dei punti d’ascolto, “primo soccorso” per chi è in cerca di sostegno e non sa a chi rivolgersi.
E da agosto si è reso disponibile a seguire un nuovo Centro d’ascolto a Viterbo, “la sede di Viterbo è nata da un mio personale desiderio, che si è concretizzato grazie all’incontro con Chiara Frontini (fondatrice del movimento civico Viterbo2020 ndr) che è un’ amica, conosce la nostra Comunità e ha compreso il valore del nostro sogno, tanto da concederci un punto d’ascolto nello spazio attivo gestito dal suo movimento, in via delle Piagge, con la sola voglia di aiutare gratuitamente e volontariamente chi vive un momento di emarginazione e non sa dove andare a chiedere aiuto. Ascoltiamo e trattiamo qualsiasi tipo di disagio sociale, non solo legato all’ uso di droga e alcol. Lo sportello di Viterbo, aperto il giovedì dalle 17 alle 19, è stato inaugurato ad agosto, per divenire operativo a settembre, da allora ho incontrato donne che hanno subito maltrattamenti in famiglia, una ragazza anoressica con una forte depressione, due ragazzi che sono entrati in Centri di recupero per tossicodipendenza e addirittura un minore. Gli incontri sono gratuiti e tenuti con la massima riservatezza e discrezionalità, attraverso colloqui privati. Abbiamo il sostegno di medici, psicologi e psichiatri del Sert di Viterbo, e della Comunità. Siamo lì per orientarli ed indirizzarli verso gli specialisti più adeguati. Ogni settimana incontro circa quattro giovani e non, che si rivolgono al Centro d’ascolto di Viterbo, vengono quasi tutti con qualcuno della famiglia, difficilmente arrivano da soli, oppure vengono i famigliari a chiedere aiuto su come gestire situazioni spiacevoli. Ogni caso è a sé, ognuno ha la sua emotività e le sue preoccupazioni e noi, attraverso colloqui mirati, cerchiamo la soluzione migliore.
I casi che abbiamo trattato finora hanno riguardato principalmente le dipendenze verso gli stupefacenti, gli assuntori iniziano a tredici quattordici anni, un momento della vita in cui si è emotivamente fragili e alla ricerca di affermazioni. Anche l’alcol fa la sua parte, si comincia con lo spinello o la bevuta del sabato sera alla ricerca dello sballo e del divertimento, per ritrovarsi poi in un pericoloso vortice. Qualsiasi dipendenza ha a monte un problema, un trauma, un complesso, è generata da qualcosa che non funziona dentro di noi, se non sto bene tra le persone ho bisogno di stimoli che mi aiutino ad integrarmi e potrebbero essere: droga, alcol, sesso sfrenato o gioco d’azzardo. Nella primissima adolescenza c’è il desiderio di essere accettati, anche io ho iniziato a quell’età, mi sentivo inferiore, rispetto ai miei amici più grandi, e così per dimostrare che ero al loro passo ho iniziato a fumare spinelli, per ritrovarmi poi in una situazione che ha preso il sopravvento e che, fortunatamente, sono riuscito a superare. La fascia d’età che si rivolge al Centro d’ascolto va dai 20 anni, ad oltre 50, ultimamente abbiamo aiutato un uomo di 53 anni alcolizzato a seguire un cammino di recupero. Spesso sono casi di “doppia diagnosi” hanno cioè bisogno di cure psichiatriche e farmacologiche allo stesso tempo .
Tutti riescono a guarire se seguono seriamente il percorso studiato in base alle personali esigenze. La nostra Comunità è sovvenzionata in parte dalla Regione Lazio ed accoglie anche i casi, più complessi di doppia diagnosi. Ma, ci tengo a ribadire, che noi siamo lì per consigliare la via d’uscita migliore, che non passa necessariamente per la nostra Comunità, ma attraverso qualsiasi valida struttura.
Lo ripeto, noi riceviamo il giovedì, a  via delle Piagge 14  dalle 17 alle 19 e rispondiamo al numero 350.0096188, ci siamo per dare una mano concreta senza nessun interesse, né politico, né economico né pubblicitario, vorrei gridarlo al mondo”.

B.F.

 

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