Civitavecchia Porto – Molo Vespucci sotto assedio (Due). PAS nel mirino, avviso di garanzia per Scolamacchia

Fatture false per coprire stipendi faraonici, buchi di bilancio ripianati in modo anomalo. Avviso di conclusione indagini per l’ex ufficiale dell’Arma, accusato da Saccone su mandato del presidente Di Majo, che però è finito a sua volta nel calderone (indagato) insieme alla segretaria generale Roberta Macii

CIVITAVECCHIA – Altro giro, altro regalo per i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Altro filone e altro sostituto procuratore, Roberto Savelli, al lavoro. La vicenda riguarda la PAS (Port Authority Security) società in house che si occupa della sicurezza del sedime portuale.

La società ha per oggetto esclusivo lo svolgimento per conto del socio unico (AdSP) dei servizi di sicurezza inerenti all’attuazione delle norme di security per i quali all’autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta sia attribuita specifica competenza in virtù di normative vigenti. La società può svolgere i servizi di sicurezza verso gli utenti portuali. Tali prestazioni vengono fornite in attuazione delle decisioni adottate dall’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e nell’ambito territoriale dei porti e delle aree di giurisdizione dell’Autorità stessa.

L’inchiesta riguardava e riguarda una serie di fatture false emesse dai dirigenti della PAS per giustificare la copertura economica dei maxi stipendi degli stessi dirigenti e non solo.

L’arrivo del presidente Francesco Maria Di Majo alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e la nomina del nuovo amministratore, anch’esso ex ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, Umberto Saccone, fu scoppiettante.

L’allora amministratore unico della PAS (Port Authority Security) presentò, alla Polmare (polizia portuale di frontiera), una denuncia contro tre soggetti in ruolo in quel periodo, cioè Fedele NitrellaMassimo Scolamacchia e Stefano Gazzano.

La dottoressa Lorenza Ripamonti, notiziò la Procura di Civitavecchia che le delegò le indagini.

L’ex au Umberto Saccone formulava accuse pesanti in quel dossier, ipotizzando anche un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della PAS (Port Authority Security) e dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

Fu il caos.

Roberta Macii, Francesco Mareia Di Majo, Massimo Scolamacchia

Fedele Nitrella licenziato per aver chiesto e ottenuto un prestito personale. 

L’ex ufficiale delle Capitanerie ed ex amministratore unico della PAS, Stefano Gazzano che aveva subito una sospensione da Di Majo, per aver concesso a Nitrella il prestito che gli è costato il posto di lavoro, è andato in pensione.

Infine l’ex ufficiale dei Carabinieri Massimo Scolamacchia, ex dirigente della Sicurezza dell’Authority.

La sua accusa sarebbe quella di non aver evidenziato un conflitto di interessi, quando era Rup (responsabile unico del procedimento), su alcune consulenze date dalla Pas a sua moglie, avvocato a Civitavecchia.

Francesco Maria Di Majo con il faccendiere Ivan Magrì

Le indagini della Ripamonti viaggiarono spedite. Furono ascoltati dirigenti e semplici agenti. Un via vai di testimoni e raccolta di elementi probatori che sono finite nel corposo faldone del sostituto procuratore Roberto Savelli che ha chiuso una prima parte dell’indagine, quella che riguardava Scolamacchia, Nitrella Gazzano e contestualmente aperta un’altra relativa all’azione amministrativa del presidente Di Majo e della segretaria Macii.

Consegnato il 415 Bis al solo Scolamacchia che dovrà affrontare il processo visto che, dal contenuto del fine indagine, sarà rinviato a giudizio. Provvedimento che però non sarebbe stato consegnato né a Nitrella né a Gazzano.

Lunedì mattina, la Guardia di Finanza di Civitavecchia ha fatto visita agli uffici amministrativi dell’Authority e acquisito diversi documenti tra i quali, in particolare, questo che pubblichiamo:

 

DECRETO PAS 815 MILA EURO

 

In questo documento si giustifica un “giroconto” di quasi 900mila euro da parte dell’Autorità Portuale alla società in house per coprire il disavanzo di bilancio del 2018. Un atto sprovveduto anche perché, nel riconteggio delle fatture false e dei soldi dati per servizi mai svolti dalla PAS l’ente presieduto da Di Majo, vantava un credito di un milione e duecentomila euro ora salito ad oltre due milioni.

Tutte cose denunciate in modo dettagliato, nero su bianco, dall’ex amministratore unico Vincenzo Conte, anch’esso ufficiale dell’Arma tutt’ora in servizio.

Denunce dettagliate mandate sia all’Anac e alla Corte dei Conti.

Un vero putiferio che andrà a coinvolgere anche un altro personaggio ambiguo che, pur non avendo titoli, è stato “premiato” dal presidente Di Majo e cioè il sinistro Lucio Pavone, il comunista duro e puro di Gaeta.

Altro personaggio nel mirino degli inquirenti, che andava in giro vantandosi di essere l’uomo tutt’affari, il faccendiere del presidente Francesco Maria Di Majo, cioè Ivan Magrì.

Ivan Magrì

Infine l’ex dirigente Paolo Risso che, provvidenzialmente, avendo “odorato” (sentito puzza, ndr) l’arrivo di un tsunami giudiziario, ha pensato bene di fare le valige e scappare lontano, lasciando però, nella sua letterina di licenziamento e addio, un allegato di 40 pagine, dove nel dettaglio si sentenzia il default, inevitabile, nella prossima primavera dell’ente; il perché si è arrivati al fallimento; i colpevoli di questo e le scelte scellerate di un management totalmente inadeguato che ha distrutto, nel giro di due anni e mezzo, il porto di Civitavecchia.

Domani scriveremo del “Molo Vespucci sotto assedio (Tre)“, l’altra inchiesta che riguarda il segretario o la segretaria generale Roberta Macii indagata per peculato e abuso d’ufficio dal sostituto procuratore Alessandro Gentile.

Alla luce di questi fatti è inevitabile che, se non arrivino spontanee dimissioni da parte del presidente e del suo braccio sinistro lo farà a breve il Ministero dei Trasporti.

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