Civitavecchia Porto – Molo Vespucci sotto assedio (Tre). Viaggi privati con l’auto di servizio, Roberta Macii indagata per peculato

Ascoltati diversi testimoni e raccolte prove (multe autovelox). Anche il presidente “ascoltato” e sott’accusa per non aver denunciato la cosa

CIVITAVECCHIA – Ancora grane per alcuni dirigenti dell’AdSP di Civitavecchia. Questa volta a finire nel mirino degli inquirenti è la segretaria generale Roberta Macii.

Roberto De Vito

Tutto nasce da alcuni esposti presentati dall’associazione “Il Popolo Inquinato” a firma di Roberto De Vito e rilanciati, più volte, sulle pagine social, da Angelo Pierotti.

Le accuse ben precise. In questi esposti, resi pubblici dopo il protocollo, veniva denunciato l’utilizzo della vettera di servizio, da parte della segretaria generale Roberta Macii, per scopi personali.

Venivano riportate date precise e accuse circostanziate tipo alcune multe elevate per eccesso di velocità sull’Aurelia e pagate dall’ente.

In uno degli esposti si fa riferimento addirittura alla volontà, espressa per iscritto, da parte della Macii, di rifondere l’ente degli importi pagati per queste contravvenzioni.

Al di là di quello che rispose l’allora dirigente Paolo Risso, oggi non più dipendente dell’ente in quanto dimessosi dall’incarico, quello che è certa l’inchiesta, ennesima, aperta per fare luce sulla vicenda.

In questi ultimi giorni, diversi dipendenti, sia amministrativi che autisti ma, a quanto pare, anche lo stesso presidente Francesco Maria Di Majo, sarebbero stati chiamati negli uffici della Polizia di Frontiera per essere ascoltati in qualità di persona informata sui fatti.

Angelo Pierotti

Secondo gli esponenti, Roberta Macii, avrebbe utilizzato frequentemente sia la macchina di servizio che l’autista per scopi privati. Addirittura si parla di fotografie scattate da qualcuno mentre è intenta a caricare i copiosi regali del Natale scorso.

Oltre questo, ovviamente, ad aggravare la sua posizione, la conferma giunta da chi svolge il compito di autista che non è certo competente nel chiedere se tali spostamenti possano essere giustificati da motivi di lavoro o meno.

Fatto sta, che in questo momento di per se già delicato per l’ente, questa vicenda finisce, suo malgrado, per coinvolgere il presidente Di Majo che avrebbe dovuto denunciare il fatto e scrivere, quantomeno, lettere di richiamo.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere ascoltata, per ultima, proprio la segretaria Roberta Macii che potrà provare a giustificare l’utilizzo della macchina aziendale e dell’autista per evitare di essere accusata di un reato grave, il peculato, che potrebbe comprometterle, in modo definitivo, la già “discussa” carriera.

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