Mercoledì delle Ceneri. Origini e significato

Il 26 febbraio si celebra il Mercoledì delle Ceneri, giorno che  inaugura la Quaresima

Il Mercoledì delle Ceneri è il giorno nel quale ha inizio la quaresima, il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua di Risurrezione e nei quali al Chiesa cattolica invita i fedeli ad un cammino di penitenza,  preghiera e carità, per giungere convertiti al rinnovamento delle promesse battesimali, che si compirà appunto la Domenica di Pasqua.

Finisce il Carnevale e inizia la Quaresima
Il Mercoledì delle Ceneri è il primo giorno di Quaresima per il rito liturgico romano, che è quello più diffuso nella Chiesa cattolica (e quindi anche in Italia). Arriva subito dopo il Martedì grasso che chiude il Carnevale, chiamato così perché tradizionalmente è l’ultima occasione utile per consumare cibi “grassi” e prelibati, prima del cammino spirituale che conduce alla Pasqua.

Momento caratteristico della liturgia del Mercoledì delle Ceneri è lo spargimento, da parte del celebrante, di un pizzico di cenere benedetta sul capo dei fedeli , ceneri che simbolizzano la precarietà della vita terrena. Il rito si accompagna con le seguenti parole: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15), frase introdotta dal Concilio Vaticano II, mentre prima si utilizzava l’ammonimento, contenuto nel Libro della Genesi, «Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris» («Ricordati uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai»), forma quest’ultima ancora in uso nella Messa tridentina.

È consuetudine che le ceneri utilizzate per l’imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli si ricavino dalla bruciatura dei rametti di palme o di ulivo benedetti in occasione della Domenica delle Palme, dell’anno precedente.

Altro aspetto caratteristico della liturgia che ha inizio il Mercoledì delle Ceneri è l’uso del colore viola per i paramenti sacri nonché il fatto che per tutto il periodo quaresimale non si canta l’alleluia e non si recita il gloria.

Quaranta: un numero pieno di significati nella Bibbia

40 è un numero simbolico che ricorre spesso nella Bibbia. Gesù passò 40 giorni nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima di iniziare la sua predicazione. Furono 40 i giorni di digiuno e di tentazioni. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni e le notti del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona.

Non ci sono solo le pratiche tradizionali del digiuno, dell’elemosina e della preghiera, ma sono ancora tante le persone che, in questo periodo, rispettano i «fioretti», piccole rinunce quotidiane. 

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