Civitavecchia – Molo Vespucci, dopo lo sfogo dell’ad di Port Mobility tutti concordano: “Di Majo per il porto peggio del #Coronavirus” (VIDEO)

L'ad di Port Mobility Edgardo Azzopardi

Edgardo Azzopardi critico dopo la firma (della segretaria) del decreto sul piano dei servizi con tariffe provvisorie e durata semestrale. Massimiliano Grasso fa un intervento di fuoco contro il presidente: “Ci siamo rotti i coglioni” (VIDEO). Duri interventi anche di Cacciapuoti, Perelli e Attig: “Inadeguato, incapace, raccomandato, irresponsabile”. Una iattura per Molo Vespucci  

CIVITAVECCHIA – Con il suo classico aplomb londinese, l’ad di Port Mobility, Edgardo Azzopardi, ha incontrato la stampa per raccontare l’ennesima “porcheria” amministrativa messa in atto dal presidente dell’AdSP Francesco Maria Di Majo, impegnato (in questi giorni di grande emergenza sanitaria e di lavoro), sulle piste di sci austriache. Una nuova vertenza dunque ma, soprattutto, questa volta a tirare fuori le unghie è stato quello che, come l’ultimo dei mohicani, aveva cercato la via del dialogo e della “pace” con lo “sciatore butterato”.

Essere buoni con questo avvocato raccomandato dal padre e protetto da Zingaretti, Astorre & non serve a nulla. In questo momento lui sta al porto come il #Coronavirus nel mondo. Un flagello.

Cosa è accaduto di nuovo e di cosa viene accusato Dimajo.

Il decreto 85/2020 firmato in delega dalla segretaria Roberta Macii (lui troppo vigliacco per farlo, ndr), quello con cui l’Adsp fissa i corrispettivi per l’anno in corso, è stato giudicato completamente inadeguato rispetto a quelle che sono le esigenze delle società. Sei i mesi di riferimento – quando solitamente viene disposto annualmente e soprattutto vista le reiterata richiesta, da parte di Port Mobility, di un piano quinquennale – tarati tra l’altro su tariffe provvisorie e con la previsione di un conguaglio “ad esito degli accertamenti dei diritti effettivamente fatturati per il semestre” per giugno.

«Se, come sembra ormai certo, ci sarà una contrazione dei traffici, in particolare del settore crocieristico, dovuto anche al problema coronavirus, a giugno dovremo ridare anche indietro i soldi – ha spiegato Azzopardi – è qualcosa di incredibile. Inoltre i tempi con i quali è arrivato il decreto ed il fatto che solo oggi è arrivato il Cig ci farà slittare, per la prima volta, il pagamento degli stipendi ai nostri circa 140 lavoratori, dal 27 del mese almeno al 2 marzo; e di questo mi dispiace». Un provvedimento simile, come ribadito da Port Mobility, non consente di poter programmare, lavorare serenamente e predisporre investimenti, come invece si farebbe con un piano quinquennale tra le mani. «Da qualche anno a questa parte – ha aggiunto Azzopardi – andiamo avanti come in un volo cieco. Eppure noi dobbiamo rendere il servizio, in modo efficiente ed efficace, 24 ore su 24 e per 365 giorni l’anno».

L’inchiesta della Procura in corso sulla questione del porto storico da un lato e la procedura di revoca del navettamento, aperta dal presidente Francesco Maria di Majo a dicembre 2019 e non ancora chiusa, sono altre tegole sulla testa della società che minano l’operatività e rendono difficile la gestione delle attività. «Sono esasperato – ha aggiunto Azzopardi – non c’è dialogo con l’Authority e questo rende tutto più difficile. Non si può più andare avanti in questo modo.

Chiedevamo da tempo la firma del decreto, poi arriva questo documento, firmato tra l’altro con delega dalla segretaria Macii; spero non sia stata presentato così in comitato di gestione.

Non voglio arrivare a dire che presidente e segretaria debbano dimettersi, non spetta a me dirlo – ha sottolineato – ma questa società merita rispetto, per il lavoro qualificato e qualificante per il porto e la città».

E a rincarare la dose ci hanno pensato esponenti politici e sindacalisti presenti alla conferenza stampa a Port Mobility. A partire dal vicesindaco Massimiliano Grasso, invitato come delegato alla portualità. «Negli ultimi mesi – ha spiegato – si sono aperte diverse vertenze in ambito portuale e siamo intervenuti, come nel caso di Cfft. Oggi questa ulteriore crisi, considerate le 140 famiglie interessate, questo porto e questa città non possono permettersela. La questione delle fatture e dei rimborsi, tra l’altro, con i numeri che non quadrano, sembra essere un film già visto con la Pas; dobbiamo evitare tutti di arrivare a punti di non ritorno.

Come amministrazione comunale – ha aggiunto – ci faremo part attiva per affrontare questo ennesimo problema». I sindacati, in forme diverse, hanno sottolineato la necessità di intervenire, evidenziando l’inadeguatezza dei vertici dell’Authority. Così come evidenziato anche dai consiglieri comunali Perello (gruppo misto) e Cacciapuoti (capogruppo della Lega). Se l’esponente del gruppo misto ha invitato anche il Sindaco Tedesco a prendere in mano la situazione, proprio perché si stanno coinvolgendo 140 lavoratori di Civitavecchia, il capogruppo della Lega ha condiviso il grido d’allarme, parlando di disinteressamento e poca ricettività da parte di Molo Vespucci rispetto a quelle che sono le grandi problematiche esistenti in ambito portuale e stigmatizzando la partenza del presidente Di Majo in questa settimana, nonostante i tanti problemi presenti, dalle vertenze aperte al caso del Coronavirus. «È chiaro che in Authority c’è molta confusione – ha concluso Azzopardi – bisognerebbe sedersi, analizzare la situazione, capire le criticità e essere consapevoli che, dietro l’angolo, ci sono tanti contenziosi pronti ad essere aperti».

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